lunedì 20 settembre 2010
Il declino italiano
Dello stesso argomento si occupa la raccolta di saggi di Angelo Conforti Scuola e televisione: il declino dell'Italia in corso di pubblicazione presso CSA.
giovedì 26 agosto 2010
Precari senza lavoro
lunedì 23 agosto 2010
Il disprezzo italico per la cultura
Ecco gli italiani dai piedi leggeri - Il Sole - 24 Ore
mercoledì 18 agosto 2010
Violati i diritti dei precari
Scuola, ecco i numeri delle assunzioni: "Solo un terzo dei posti, precari a secco"!
giovedì 5 agosto 2010
Presentazione libro
Domenica 15 Agosto 2010 a Salsomaggiore in Piazza Libertà alle ore 18.20 Angelo Conforti presenta la raccolta di saggi "Scuola e televisione: il declino dell'Italia".
La presentazione si svolge nell'ambito del Festival 18E20 diretto da Andrea Villani.
Partecipano Gabriele La Porta e Silvia Guida.
Idee per una riforma operativa della scuola
Sono ben lieto di dare il mio contributo al vostro progetto.
[...]
Ho elaborato tra il 2005 ed il 2008 un documento sul tema "idee per una riforma operativa delle scuole superiori" .
Motivi ispiratori e considerazioni generali:la scuola in Italia, limitando il discorso alle medie superiori, è ancorata ad una didattica esausta ed individualista che va modificata dalle fondamenta partendo dal lavoro in classe, dagli organi collegiali ed una seria formazione in itinere che dovrebbe iniziare dall'ultimo anno di università e proseguire per tutta la vita professionale degli insegnanti.
C'è un malessere generalizzato ed una comunicazione interrotta ed una sostanziale mancanza di dialogo fra i soggetti all'interno delle istituzioni scolastiche, uniti ad opportunismi che non può continuare. Il Fenomeno burnout sta lavorando sottobanco e producendo esiti devastanti.
Non credo alla riforma istituzionale che piova dall'alto da un tavolo di esperti. Gli esiti peggiorativi a livello dei riasultati e della cultura generale (che sono, secondo la mia sensazione, assai più gravi di quanto possano apparire dalle indagini a livello statistico) non potranno che aumentare tendenzialmente senza una rivoluzione dal basso di valori e delle pratiche nel contesto della scuola: rottura del quadro orario fisso delle lezioni, il contratto di lavoro di 35 ore e sperimentazione didattica (team e laboratori etc), inserimento del tutor degli studenti come figura istituzionale,eliminazione delle varie forme di precariato, mobilità intersettoriale.
Si può partire da quelle pratiche di autoriforma sommersa che già sono presenti e comunque è necessario fare una analisi ed una revisione continua del proprio operato e di avere scambi aperti in un gruppo di lavoro per evitare la routine di pratiche esauste. Se è possibile un cambiamento radicale, lo vedo come reti che si espandono a macchia d'olio da realtà concrete locali.
Gli strumenti del Web possono accellerare un processo di espansione.
Ringrazio dell'attenzione ed auspico un dialogo fra di noi.
Saluti.
Maurizio Lazzerini
giovedì 20 maggio 2010
Lettera aperta per salvare la scuola pubblica

- La scuola pubblica è senza denaro: l’insolvenza da parte del Ministero nei confronti delle amministrazioni scolastiche genera il blocco dei finanziamenti o la loro preoccupante riduzione, non solo dei progetti extra e para curricolari, ma anche delle spese di ordinaria gestione (gessi, pulizie, carta igienica, manutenzione). Il taglio all’Istruzione è stato quantificato in otto miliardi di euro.
- Manca personale: le ore di supplenza non sono affidate, prevalentemente, ad insegnanti in servizio, ma gli studenti o sono lasciati soli nelle classi o sono mandati a casa. La riduzione del personale è stata calcolata di 130.000 persone, tra docenti e non docenti, entro il 2012
- E' previsto un notevole innalzamento del numero degli alunni per classe nei prossimi due anni scolastici.
- La Regione Lombardia eroga il fondo relativo al diritto allo studio per l’80% agli studenti della scuola privata che costituiscono, per ora, il 9% dell’intera popolazione scolastica regionale.
- A Brescia quest’anno le iscrizioni alla scuola paritaria hanno avuto un incremento del 4,94%.
- Il prossimo anno entrerà in vigore una riforma della scuola superiore, condizionata innanzi tutto da motivi di bilancio: il quadro orario delle diverse materie, che complessivamente produce una perdita di ore di lezione e di posti di lavoro, è stato determinato indipendentemente dai programmi, che non sono ad oggi definitivi.
- E' stata di fatto abolita, senza che mai fosse davvero istitutita, la materia alternativa, venendo meno a quanto fissato dal Concordato del 1984.
Si potrebbe pensare che, se la scuola pubblica va a rotoli, la scuola privata possa costituire uno spazio di apprendimento e di educazione per i nostri giovani. La Costituzione, che riconosce la libertà di scelta e consente l’istituzione di scuole private “senza oneri per lo stato” (art. 33), riserva alla scuola pubblica una centralità le cui ragioni non ci sembrano venir meno, non foss’altro perché è un luogo istituzionale di incontro e di pluralismo: la nazione italiana, di cui si celebra quest’anno il 150° anniversario, trova nella scuola pubblica una possibilità insostituibile di incontro tra diverse classi sociali, culture, orientamenti ideali, per poter rifondare e rinsaldare un’identità multipla e dialogante.
Per questo proponiamo:
- di aderire alle iniziative pubbliche che il Comitato dei Genitori del Calini e il Coordinamento delle scuole bresciane propone
- di far circolare la presente lettera aperta e altri materiali che contribuiscano a migliorare il livello di informazione sulla situazione attuale
- di individuare un momento pubblico di incontro per condividere efficaci strategie di intervento.
La consapevolezza che la scuola sia uno spazio di formazione culturale, sociale e affettiva nel quale si misura la civiltà di un popolo ci rende particolarmente preoccupati dell’indifferenza nella quale si radica una così pesante situazione: è venuto il momento, di fronte all’urgenza di problemi così evidenti, che ci si compatti e mobiliti per tutelare il futuro di questo Paese, certi che nessuna uscita dalla crisi sarà possibile senza maggiori investimenti nell’istruzione.


